PUC Città di Amalfi

Osservazioni

In questa pagina sono elencate le osservazioni sul Preliminare di piano pervenute attraverso il form on-line.

 

6 commenti

  1. desidero capire se i soppalchi interni potranno avere l’abitabilità. In effetti molte case e negozi hanno altezze tali da poter permettere di soppalcare per poi farci camera da letto, studio, cucina ecc….per i negozi volumi espositivi e commerciali.
    Mi pare che attualmente tutto ciò non sia possibile ed è un vero problema.
    Trattandosi di opere interne ritengo opportuno che valutiate l’opportunità di modificare il regolamento che consentirebbe al Comune maggiori introiti di imposte ed ai cittadini di poter sfruttare meglio la proprietà.

  2. 1) Situazione Cooperativa Nuova Amalfi – recupero alloggi

    A nome personale e di circa 70 soci della cooperativa che hanno investito, nella maggior parte dei casi,
    i risparmi di una vita di lavoro,si richiede di prevedere nel PUC la soluzione del problema della cooperativa,
    bloccata ormai da moltissimi anni, e la costruzione del maggior numero di alloggi.
    Ciò è possibile solo con una forte e determinata volontà politica.

    2) Situazione fondi agricoli e terrazzamenti zona Pastena- costruzione di stradina di collegamento alla rotabile

    Tutti sappiamo che Amalfi si caratterizza nel mondo per le sue bellezze artistiche ,naturali e paesaggistiche,
    ma anche per la peculiarità del suo territorio costituito da terrazzamenti coltivati a limoni.
    Lo sfusato amalfitano è un prodotto di nicchia.
    Se osserviamo ad esempio uno degli scorci più belli, cioè quello che dall’hotel Santa Caterina
    arriva fino alla montagna di Gaudio, ci rendiamo conto che la bellezza dei luoghi è determinata
    dai terrazzamenti coltivati a limone. La scomparsa della coltivazione dei limoni determinerebbe
    un totale, irreversibile e brutale cambiamento della situazione. La zona sarebbe invasa dai rovi e
    verrebbe meno l’azione esercitata dalle radici degli alberi con un conseguente dissesto idro- geologico
    in un territorio già di per sé a rischio. Purtroppo tutto ciò è prevedibile in un arco di tempo abbastanza ristretto. La zona è mantenuta “in vita” da poche persone, ormai di una certa età, che con grandi sacrifici, fisici ed economici, continuano a coltivare i terreni per un senso di attaccamento alla propria terra e a quei fondi che hanno dato da vivere ai loro genitori. I fondi sono raggiungibili solo con molte scale, anche dissestate e va portato a spalla sia quanto occorre per la coltivazione sia i prodotti della stessa. I giovani non accettano di andare a vivere “ lontano” dalla strada rotabile.
    La soluzione sta nella realizzazione di una stradina, tipo quella costruita a Sopramare,che colleghi la rotabile alle vie comunali pedonali che portano ai vari fondi. Oltre trenta anni fa fu iniziata la costruzione di una stradina che partiva dal bivio Agerola-Pogerola e sarebbe dovuta arrivare a Sopramare. Nel bivio è visibile l’inizio della suddetta. Perché non recuperare il progetto?
    O ancora perché non recuperare il progetto di un gruppo di abitanti della zona che si sono riuniti in un comitato: “Comitato pro Pastena” e sono giunti, a proprie spese, allo studio di fattibilità?

  3. OSSERVAZIONI ALLA FORMAZIONE DEL NUOVO PUC

    L’associazione Italia Nostra sempre attenta e vigile alle trasformazioni del territorio vuole per quanto possibile essere di supporto in modo costruttivo alle scelte dei prossimi decenni per la formazione dei Piani Urbanistici Comunali fornendo un proprio decalogo che si riassume nei seguenti punti:

    1) NO al consumo di suolo, si auspica il riutilizzo di aree dismesse o la sostituzione di edilizia degradata ,fatiscente o di bassa qualità
    2) Recupero integrale dei centri storici ,mantenendo un buon rapporto tra abitanti originari e nuovi proprietari, tra residenza ed esercizi commerciali meglio se di vicinato ed artigiani
    3) Nelle aree libere favorire la formazione di spazi verdi ( con aree libere a”Parco”) e interventi a piccola scala
    4) Favorire la mobilità sostenibile creare aree di parcheggio ai margini della città e comunque dei centri storici, regolamentare gli accessi anche dei residenti, attivare viabilità dedicate alle bici e mezzi pubblici (oggi per mezzo pubblico si intende anche carpooling,car sharing people move) migliorare la viabilità pedonale
    5) Sviluppare programmi di edilizia sociale a basso impatto a costi sostenibili favorendo l’utilizzo di materiali locali e bio
    6) Introdurre nel regolamento edilizio e d’uso norme agevolazioni e premialità per l’utilizzo di materiali, tecniche e tecnologiche riferite alla bioarchitettura ed ingegneria naturalistica
    7) Favorire quanto piu ’possibile il ripristino o incremento delle zone E (agricole) in modo da aumentare la superfice complessiva del territorio comunale favorendo la nascita degli orti urbani
    8) Introdurre meccanismi di premialità per il restauro del paesaggio da parte di privati ,associazioni,cittadini e di messa in sicurezza del territorio per i problemi di carettere idrogeologico
    9) Incrementare le aree vincolate con norme snelle e non penalizzanti quale volano di sviluppo e attrattore di investimenti
    10) Favorire la zonizzazione di aree a forte vocazione artigianale locale specie di qualità e di filiera.
    Inoltre l’associazione vuole sottolineare con note particolari i seguenti interventi a suo avviso a forte criticità

    NOTE PARTICOLARI

    PREMESSA

    I notevoli valori naturalistico-ambientali, nonché storico-architettonici della Costiera Amalfitana sono indubbi e riconosciuti a livello internazionale. Tale interesse, tra l’altro, è attestato fin dagli anni ’50 dagli appositi DD.MM. emessi dal Ministero della Pubblica Istruzione (legge 1497/39) e dal riconoscimento avuto nel 1998 dall’UNESCO quale Patrimonio dell’umanità.
    La tutela di detti valori è, conseguentemente, un dovere che le Amministrazioni Pubbliche a riguardo preposte hanno verso la collettività.
    La salvaguardia paesistico-ambientale della Costiera non può prescindere dalla conservazione delle componenti principali del suo territorio rappresentate, ad esempio, dalle singole quanto eterogenee morfologie; dalla varia e rigogliosa copertura vegetazionale; dai pendii, prevalentemente rocciosi, che degradano ripidi verso il mare determinando un susseguirsi di anfratti e cale; dalle emergenze storiche, archeologiche e architettoniche; dal patrimonio edilizio armoniosamente inserito, per nuclei accentrati o sparsi, nel contesto ambientale. Vanno protette la vedute di insieme come gli scorci godibili di particolare bellezza.
    Nel corso degli ultimi decenni la Costiera è stata notevolmente aggredita da interventi edificatori, dei quali quelli di maggiore e negativo impatto sono rappresentati dai manufatti fatiscenti quanto indecorosi collocati a ridosso del mare (spesso in aree demoriali), dai grossi contenitori posizionati anche vicino alle coste, da opere infrastrutturali fuori scala ed inconciliabili con l’andamento naturale del terreno e da opere edilizie completamente avulse dalle tipologie peculiari dei luoghi.
    Il forte abusivismo e la fragilità morfologica del territorio, sempre più messa alla prova da interventi invasivi, stanno piegando la Costiera e creando, a volte, situazioni irreversibili.
    A ciò si aggiunge che da alcuni anni si prospetta con insistenza sempre più forte l’intenzione di realizzare di nuove opere portuali ed infrastrutturali (strade, gallerie, viadotti, bretelle, parcheggi, ecc.). TALI INTERVENTI VENGONO RIPROPOSTI NELL’ ATTUALE PRELIMINARE DEL REDIGENDO PUC

    Il PUT (par. 3.2.5. e par. 3.3.1. della Relazione, parte V, Assetto del sistema delle comunicazioni, pag. 192 e seguenti) definisce gli indirizzi relativi alla nautica da diporto:
    1. si esclude l’incremento del diporto nautico come obbiettivo dello sviluppo turistico della penisola; esso infatti, basato principalmente sulle strutture ricettive a rotazione d’uso, quali alberghi, agriturismi e B&B, questi fortemente incentivati dalla Regione Campania, non ne trarrebbe alcuno giovamento.
    2. si pone il problema della sostenibilità ambientale in relazione alla alterazione del regime delle correnti marine causato dalle opere marittime, alterazioni le cui conseguenza sono clamorosamente visibili per gli interventi già realizzati nel tempo;
    3. si sottolinea il danno ecologico derivante dall’inquinamento marino dovuto alla nautica esteso a tutta la costa;
    4. si indica come prioritario il recupero di tutte le zone idonee alla balneazione in un’area dove queste sono limitate e si considera non ammissibile la perdita di tali zone conseguente alla realizzazione di impianti portuali, perdita rilevante sia sul piano sociale che economico;
    5. si prevede la forte incentivazione del trasporto pubblico e collettivo in ogni forma.
    “Pertanto, ogni ipotesi di espansione della nautica individuale da diporto risulta del tutto non condivisibile, e altrettanto è da respingere, conseguentemente, ogni proposta di incremento delle infrastrutture portuali per tale tipo di traffico marittimo(che, fra l’altro, comportano costi assai alti a carico della collettività)”
    In conseguenza di questi indirizzi si prevede per il porto di Amalfi il potenziamento e l’ attrezzatura dello stesso esclusivamente per il trasporto pubblico, quindi con opere rigorosamente commisurate alla necessità di attracco dei servizi regolari di linea.

    Si riportano e si ripropongono di seguito le Osservazioni formulate a suo tempo dalla nostra Associazione in merito ai progetti di riqualificazione in project financing oggi rinominati come progetti ed interventi cardine e parte integrante del redigendo PUC

    PROGETTO ED INTERVENTO CARDINE N°3 (EX PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT E DEL PORTO TURISTICO DI AMALFI)

    Il progetto preliminare di “riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi” (Project Financing art. 37 bis e seguenti Legge 109/94 e s.m.i), per la cui valutazione è stata avviata la procedura della Conferenza dei Servizi, prevede, principalmente, la realizzazione delle seguenti opere:
    – il prolungamento del molo foraneo di sopraflutto attualmente di circa 260 m. e con altezza massima di 6 m. s.l.m. (quasi interamente banchinato ed adibito a parcheggio) di 153 m (perciò di circa il 65% in più) e banchinato per il 59% circa della lunghezza del nuovo tratto ed con altezza di coronamento variabile ma, comunque, rilevante(da 4,50 a 3,50 m. s.l.m);
    – l’estensione e l’allargamento del molo di sottoflutto esterno esistente collocato in prosecuzione con il percorso di accesso alla piazza antistante il Duomo (lungo circa 90 m)allungandolo di 75 m (circa l’83%in più) e aumentando sia la quota di coronamento (la quale raggiungerebbe anche i 3,5 m s.l.m. sia la larghezza (portandola sino a 25 m). Su detto prolungamento è inserita l’elisuperficie;
    – l’aumento della consistenza plano – altimetrica del molo di sottoflutto interno, ora banchinato, che dovrebbe separare la darsena turistica da quella commerciale;
    – la realizzazione di 390 posti barca (di cui 337 destinati allo stazionamento, 38 al transito e 15 a pescherecci) perciò non molto diversa dalla recettività attuale così come evidenziato nella stessa Relazione illustrativa allegata al Progetto Preliminare;
    – la revisione e l’incremento dei servizi essenziali non solo di carattere infrastrutturale (quali, ad esempio,gli impianti idrico fognari, di antincendio, di rifornimento carburante, elettrico come anche di illuminazione, di guardinia, di raccolta dei rifiuti solidi e di radio – assistenza nonché rete telefonica, ADSL, TV (con antenna centralizzata sia terrestre, che satellitare), ma anche una stazione di bunkeraggio, un pronto soccorso, una postazione per la protezione civile, una elisuperficie per turismo ed ulteriori parcheggi;
    – la risistemazione della passeggiata a mare (lungomare dei Cavalieri) rivedendone la pavimentazione, la larghezza dei marciapiedi, gli elementi di arredo e l’assetto nella parte terminale di raccordo tra la stessa strada, il molo di sopraflutto ed il piazzale dei Protontini;
    – la rimozione dei tre manufatti e degli spazi accessori pertinenziali esistenti (adibiti prevalentemente ad esercizi commerciali ed in particolare alla ristorazione) in totale di circa 110 m. di fronte costruito prospiciente lo specchio d’acqua;
    – l’edificazione di cinque nuovi edifici (dei quali tre ubicati nel tratto centrale del bacino portuale e sul lungomare dei Cavalieri e due collocati in prossimità della darsena di servizio) complessivamente di 5900 mq di superficie, di 12665 mc (oltre l’85% rispetto all’attuale) di volume e di circa 282 m. di lunghezza del costruito nel fronte rivolto verso il mare. Eterogenea è la destinazione dei suddetti fabbricati: nello specifico a ristorazione il primo, ad attività polifunzionali(centro benessere, attività commerciali, stabilimento balneare ed alcuni spazi di servizio per il porto)il secondo, a ristorante e club house (dotato di piscina e terrazzo/solarium antistante)il terzo, ad attività di assistenza grandi yacht il quarto (ubicato all’attacco del molo di sottoflutto interno), ad attività commerciali e servizi connessi all’attività portuale il quinto che è collocato lungo il muro di contenimento (lato mare) del piazzale Gioia che prospetta verso la darsena commerciale;
    – la sistemazione delle aree adibite al rimessaggio imbarcazioni per una superficie complessiva di 1200 mq. prospettante sul piazzale dei Protontini e l’esecuzione di interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sulle piccole volumetrie precarie esistenti;
    – la riorganizzazione del parcheggio inserito sulla banchina esterna del molo foraneo di sopraflutto che dovrebbe raggiungere 160 posti auto (circa il 10% in più rispetto ai posti attuali);
    – l’inserimento di una gru per l’alaggio ed il varo posizionata lungo la banchina del distributore carburanti oltre allo scalo di alaggio già presente;
    – installazione di pontili galleggianti secondo uno schema “ad albero” cioè una “spina centrale” e tre bracci trasversali pressoché simmetrici.

    Con la soluzione progettuale in questione il porto di Amalfi racchiuderebbe nel complesso uno specchio d’acqua di 80612 mq di superficie, conterebbe due darsene (una da diporto e l’altra commerciale) lascerebbe una larghezza dell’imboccatura portuale di soli 80m. (oltre 1/3 in meno dello stato attuale) e favorirebbe nettamente i posti barca destinati allo stanziamento (circa l’86% del totale) rispetto a quelli previsti sia per il transito, che per i pescherecci.
    Da quanto sopra esposto si evince che questo progetto (il cui costo totale previsto ammonta a circa 21.000.000 euro) mira alla trasformazione radicale del carattere e dell’uso del porto stesso (mirato a favorire la de – stagionalizzazione dell’offerta di posti barca, l’armeggio stanziale delle imbarcazioni e l’ottimizzazione dell’utilizzo della darsena turistica) attraverso l’ampliamento smisurato della consistenza delle attuali opere portuali e la realizzazione di un’area turistico / commerciale con nuovi volumi edilizi di rilevanti dimensioni. Dette previsioni progettuali non sono conformi, oltre al vigente PUT così come già evidenziato, neppure al Piano Regolatore Generale di Amalfi adottato in base a quanto evidenziato nello “Studio di inquadramento territoriale e ambientale” allegato al medesimo progetto. L’ intervento proposto risulta inconciliabile con le esigenze di tutela dei valori storico-architettonici e paesistico-ambientali del luogo di valore indubbio, quanto incalcolabile. Infatti, l’esecuzione del suddetto progetto:
    – incrementerebbe notevolmente il costruito sia nello specchio d’acqua, che nel fronte mare dell’abitato;
    – sovrapporrebbe, soprattutto nelle vedute dalla costa, la nuova edificazione alle cortine edilizie (anche antiche) ora presenti interrompendo, al contempo, la continuità visiva anche il rapporto diretto tra il centro abitato ed il mare. Amalfi non ha proprio bisogno di un “waterfront” che costituisca una sorta di “basamento” della città dal mare;
    – inserirebbe volumi e manufatti invasivi e dissonanti con il relativo contesto ambientale prevaricando i caratteri peculiari del luogo;
    – introdurrebbe funzioni e soluzioni architettoniche avulse da quelle proprie e caratteristiche del sito tanto che risulterebbe impossibile una sobria integrazione delle stesse con la realtà esistente (territoriale ed edilizia) circostante;
    – limiterebbe e comprometterebbe irreparabilmente le vedute da e/o del nucleo centrale di Amalfi e di alcuni suoi percorsi principali;
    – danneggerebbe definitivamente le vedute di insieme del luogo da molteplici punti di vista;
    – inciderebbe negativamente sulla vivibilità e sulle condizioni economiche come pure occupazionali del luogo.
    In un posto come Amalfi, il cui valore culturale e paesaggistico è riconosciuto in tutto il mondo, si ritengono adatti e conciliabili con l’area portuale i seguenti interventi:
    a) il miglioramento della funzionalità e la messa in sicurezza del porto anche attraverso una riconfigurazione dei moli (in particolare di quello di sopraflutto) senza incremento delle parti emergenti fuori acqua. Eventuali ulteriori interventi di difesa possono essere effettuati, previo studio meteomarino, esclusivamente con scogliere soffolte;
    b) la rimozione delle costruzioni di elementi accessori presenti tra il lungomare dei Cavalieri ed il bacino portuale nonché dei manufatti precari ed abusivi collocati nel piazzale dei Protontini;
    c) la creazione di nuovi volumi edilizi, ad un unico livello e con caratteristiche formali conciliabili con il relativo contesto ambientale, solo a monte del lungomare dei Cavalieri e/o nel Piazzale dei Protontini (ove eventualmente trasferire anche le strutture commerciali e/o i manufatti esistenti da rimuovere qualora se ne comprovi la liceità);
    d) la riqualificazione e l’ampliamento dei servizi essenziali utilizzando al meglio la conformazione plano – altimetrica e la consistenza dei moli e delle banchine. La stessa collocazione dell’elisuperficie può essere recuperata in altro sito dell’area portuale;
    e) un uso del porto meno stanziale (tenuto conto anche della realizzazione del vicino porto di Maiori) ed invece maggiormente di transito nonché più connesso sia al ricovero dei pescherecci, che alla fruizione pubblica: esclusivamente per essa possono essere infatti previsti interventi di potenziamento con opere rigorosamente commisurate alla necessità di attracco dei servizi regolari di linea;
    f) soluzioni che ricreino il rapporto immediato tra l’abitato e il mare.

    PROGETTO ED INTERVENTO CARDINE N°1 (EX STUDIO DI FATTIBILITA’ “PER AL REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA VIABILITA’ DI PROGETTO IN ALTERNATIVA ALLA STRADA STATALE 163”)

    Oltre al suddetto Progetto preliminare di “riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi” anche questo Studio di Fattibilità relativo, invece, alla “realizzazione di una nuova viabilità di progetto in alternativa alla strada statale 163” è da qualche tempo in discussione nelle sedi istituzionali e per la valutazione dello stesso è iniziata proprio ad Amalfi lo scorso 25 ottobre la procedura della Conferenza di Servizi.
    Tale studio prevede, principalmente, la realizzazione delle seguenti opere:
    – la realizzazione di 3 gallerie “a campana”, capaci cioè di “by-passare” i centri urbani di Amalfi, Minori, Maiori e Vettica di Praiano nei loro ambiti settentrionali. Dette gallerie hanno una notevole lunghezza: circa 3,3 Km quella di Amalfi, circa 5,6 quella di Maiori/Minori e circa 2,7 Km quella di Paiano;
    – la costruzione di viadotti a scavalco dei torrenti e degli impluvi dei valloni con soluzioni architettoniche che dovrebbero richiamare gli “edifici – ponte” cioè con prospetti chiusi e compatti. Al momento nei grafici ne sono previsti 3: nella valle di Mulini di Amalfi, a Minori ed a Maiori. Si tratta di luoghi sempre interessati dalla presenza di cartiere storiche. In realtà di viadotti ne sarebbero necessari di più tenuto conto della singolare orografia e della morfologia eterogenea della zona e, perciò, del continuo alternarsi di ripidi rilievi e di valloni scoscesi;
    – l’esecuzione di “nodi infrastrutturali di scambio tra il traffico veicolare e pedonale, parcheggi interrati multi piano, svincoli d’inversione direzione interrati, svincoli per uscita di mezzi di emergenza interrati, corridoi pedonali di collegamento tra parcheggi e capolinea di navette elettriche di connessione tra vallone e lungomare, ascensori di collegamento tra parcheggi e sentieristica preesistente” (così come indicato nello stesso SdF). Nello specifico, si prevedono i seguenti parcheggi interrati:
    – 4 ad Amalfi (dei quali 2 di 4 piani e 2 di 6 piani) per un totale di 144 posti
    autobus e 1584 posti auto;
    – 2 a Maiori ciascuno di 3 piani complessivamente per 648 posti auto;
    – 2 a Minori ciascuno di 3 piani per un totale di 648 posti auto;
    – 2 a Praiano complessivamente per 216 posti auto.

    Il progetto contenuto in questo Studio di Fattibilità propone nell’insieme modifiche notevoli al PUT. Le ipotesi avanzate dovrebbero passare per varianti ai Piani Regolatori comunali oltre che allo stesso PUT usando gli strumenti dell’Accordo di Programma della Conferenza di Servizi.
    La Costiera Amalfitana si distingue per le sue caratteristiche morfologiche, naturalistiche ed ambientali singolari di particolare bellezza, ma anche molto aspre e delicate. Tali caratteristiche impongono già esse stesse un uso del territorio limitato nelle ricettività, quanto attento e rispettoso verso le sue peculiarità. A ciò si aggiunge la pericolosità del rischio frane che è generalmente elevata o molto elevata. Bisogna accettare che il territorio della Costiera non consente una fruizione illimitata e indiscriminata.
    Si ritiene, perciò, che una risposta seria al problema “viabilità e mobilità” non possa che porre al primo posto la necessità/obiettivo di rendere il trasporto pubblico (sia via mare, che via terra) effettivamente competitivo a quello privato e che non debba prescindere da una reale conservazione delle componenti principali del suo territorio.
    Sconcerta, invece, il contenuto di questo Studio la cui realizzazione determinerebbe:
    – manomissioni irreversibili di gravità inaudita al territorio;
    – diffusi stravolgimenti all’assetto naturale, morfologico ed ambientale della zona;
    – gravissime compromissioni al paesaggio;
    – l’inserimento di soluzioni dissonanti quanto deturpanti rispetto alla tutela dei valori (naturalistici, culturali e paesaggistici), alla vocazione rurale dei luoghi ed alle esigenze di turismo ecosostenibile;
    – l’urbanizzazione dei valloni e dei rilievi interni il cui territorio è stato per ampie aree dichiarato “Sito di Interesse Comunitario” (SIC) che conserva tuttora i caratteri originali, risultando, in generale, più preservato rispetto alla costa;
    – l’insopportabile aggravio dei carichi urbanistici già ampiamente saturi.
    Pertanto, anche in questo caso si ritiene quantomai necessario impedire l’esecuzione di un simile disegno a partire dal prosieguo della definizione ulteriore della sua progettazione.

    Aprile 2016

  4. Racc. 1a.r. con busta riportante la dicitura “Osservazione a preliminare Puc”;

    Comune di Amalfi,
    Largo Francesco Amodio, snc
    CAP 84011 AMALFI
    OGGETTO:PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE : osservazioni
    La sottoscritta avv. Rosa Di Lieto nata il 29.09.1947ad Amalfi ove risiede in via Lungomare N° 2 formula le seguenti osservazioni :
    Da cittadina si ritiene che Amalfi sia un prezioso gioiello antico , già tutelato dall’UNESCO che l’ ha riconosciuta patrimonio dell’umanità e posta sotto la sua tutela per le peculiarità del paesaggio mediterraneo unite al valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari ed alla sua evoluzione, che non possa subire gravi ed incolmabili danni paesaggistici, storici, culturali ed ambientali dall’ approvazione di un dal P.UC che potrebbe tralasciare questi valori, con scelte strategiche improntate solo nell’ottica economica di ampliare al massimo le entrate dei detentori di vari poteri economici della città, in danno di ogni priorità storico – culturale ed ambientalista . Ciò a discapito del mantenimento di quei valori, oggetto di tutele dell’unesco, che hanno reso Amalfi famosa nel mondo, non certamente limitata al solo flusso turistico di qualche giorno che da qualche anno si affolla per le strade tra negozietti di souvenir, fast food, “vendita di cuoppo di pesce”……ecc
    Se nella premessa programmatica, per fortuna, appaiono evidenziati tutti i vincoli e divieti, il P.U.C, attualmente allo studio, contrasta con la premessa e perciò non deve essere oggetto di definitiva approvazione ma modificato, dando priorità assoluta al mantenimento del “ prezioso gioiello antico” , senza rimescolamenti dovuti a sole prospettive di natura economica e commerciale.
    1) TANGENZIALE IN ROCCIA .
    La tangenziale in roccia partendo da Castiglione (Ravello) ed arrivando all’altezza dell’albergo Santa Caterina potrebbe alleviare le attuali difficoltà di circolazione, a tutto vantaggio per il mantenimento di quei valori storici sempre decantati da tutti (poeti, scrittori, Pittori, ecc…) . Invece, effettuare un opera a metà, limitata allo sperpero di pubblico denaro solo per decongestionare l’arteria del centro storico e ridurre l’opera alla sola pedonizzazione del centro di Amalfi, improvvidamente, amplierebbe le attuali difficoltà. La strada statale che dalla Torre dell’Hotel Luna al Cieco, subirebbe un notevole sovraccarico di mezzi, con ingorghi ben superiori all’attuale ( quotidianamente riscontrabile ) e conseguente notevole rallentamento del traffico veicolare su una strada statale di importante collegamento. Tale situazione produrrebbe un correlato aumento della pericolosità anche per inquinamento ambientale per il quartiere storico di Vagliendola, che si affaccia su detta arteria stradale. Detto quartiere rientra nella relazione di piano come parte interessata da rischio di eventi franosi molto elevata (R4) per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche. Già l’attuale pericolosità sembra che ad oggi abbia impedito (senza cercare soluzioni alternative) la metanizzazione delle abitazioni ivi insediate, con notevoli aggravi di costi per i residenti in zona e pericolo di scoppio delle bombole. Cosa accadrà quando tutto il traffico altamente inquinante sarà ingorgato su quest’unica strada? A quali gravi patologie saranno esposti gli abitanti residenti, con aumento della spesa sanitaria per gli agenti inquinanti chimici e sonori a cui saranno sottoposti dall’incremento veicolare?
    2) RECUPERO VOLUMI PUBBLICI ESISTENTI. La proposta di piano intenderebbe trasformare strutture pubbliche previste per attività culturali, in alloggi per cittadini privi di alloggi. Ma una seria programmazione non dovrebbe tralasciare di considerare che buona parte degli immobili, prima destinati a residenti, oggi sono diventate attività recettizie alberghiere ed a volte senza un continuo controllo dell’esistenza di tutti i requisiti di legge (es. bed and breakfast). In pratica il comune si assumerebbe oneri economici per garantire una casa agli amalfitani ed evitare il sovraffollamento, senza alcuna proporzionalità tra abitazioni per residenti e le strutture recettizie alberghiere in continuo aumento, che sono utilizzate per scopi lucrativi di privati. ……

    3) EDILIZIA PRIVATA e recupero dei sottotetti .
    Nella legge regionale LR 15/2000 della Campania sono state introdotte deroghe illegittime al piano paesaggistico e al piano urbanistico territoriale. Il recupero dei sottotetti non può avvenire in deroga ai piani paesaggistici. Lo ha chiarito la Corte Costituzionale, che con la sentenza 11/2016 ha dichiarato illegittimo l’articolo 6 della LR 15/2000 della Campania. Tra l’altro, ogni attività di ristrutturazione dovrebbe essere dotata di ponderate valutazioni progettuali di staticità su tutto l’edificio, per evitare che palazzi, certamente datati e con tecniche costruttive che non consentirebbero il maggiore carico di ulteriori sovrastrutture, possano subire danni da edificazioni molto superficialmente realizzati con soli scopi economici e speculativi di ampliare l’esistente valore immobiliare. Ciò proprio in violazione di quelle esigenze paesaggistiche, storiche, culturali che necessiterebbero di adeguati studi di settore e progettuali per impedire scempi di ogni genere…..anche del patrimonio archeologico.
    4) Il porto e le vie del mare. Perché il porto dovrebbe essere ampliato? Per fare un altro scempio paesaggistico? La riduzione dell’imbocco dtra i vari moli consentirebbe ancora un regolare deflusso dalla costa delle acque inquinate dalla circolazione e sosta dei natanti nell’area portuale ??? o i bambini e cittadini dovrebbero essere ammorbati durante la passeggiata dagli odori di un mare maggiormente inquinato. ?
    Mi limito a queste brevi considerazioni, stante le difficoltà di conoscere nello specifico tutte le problematiche, ma sarebbe auspicabile un maggiore approfondimento collettivo per mantenere una vivibilià come piccolo “paradiso” di serenità che, decantato da poeti, musicisti e scrittori, che hanno fatto crescere turisticamente Amalfi, snza alcuna aspirazione di trasformarla in una grande metropoli da ogni parte cementificata, solo per esigenze lobbistiche di guadagni .
    Avv. Rosa Di lieto

  5. Gentile Amministrazione,
    ho fatto pervenire la mia osservazione, e proposta progettuale in formato cartaceo, la quale è stata protocollata in data 07.04.2016, con prot. n. 4054.
    In attesa di risposta
    Porgo Distinti saluti.

  6. OSSERVAZIONI ALLA FORMAZIONE DEL NUOVO PUC

    L’associazione Italia Nostra sempre attenta e vigile alle trasformazioni del territorio vuole per quanto possibile essere di supporto in modo costruttivo alle scelte dei prossimi decenni per la formazione dei Piani Urbanistici Comunali fornendo un proprio decalogo che si riassume nei seguenti punti:

    1) NO al consumo di suolo, si auspica il riutilizzo di aree dismesse o la sostituzione di edilizia degradata ,fatiscente o di bassa qualità
    2) Recupero integrale dei centri storici ,mantenendo un buon rapporto tra abitanti originari e nuovi proprietari, tra residenza ed esercizi commerciali meglio se di vicinato ed artigiani
    3) Nelle aree libere favorire la formazione di spazi verdi ( con aree libere a”Parco”) e interventi a piccola scala
    4) Favorire la mobilità sostenibile creare aree di parcheggio ai margini della città e comunque dei centri storici, regolamentare gli accessi anche dei residenti, attivare viabilità dedicate alle bici e mezzi pubblici (oggi per mezzo pubblico si intende anche carpooling,car sharing people move) migliorare la viabilità pedonale
    5) Sviluppare programmi di edilizia sociale a basso impatto a costi sostenibili favorendo l’utilizzo di materiali locali e bio
    6) Introdurre nel regolamento edilizio e d’uso norme agevolazioni e premialità per l’utilizzo di materiali, tecniche e tecnologiche riferite alla bioarchitettura ed ingegneria naturalistica
    7) Favorire quanto piu ’possibile il ripristino o incremento delle zone E (agricole) in modo da aumentare la superfice complessiva del territorio comunale favorendo la nascita degli orti urbani
    8) Introdurre meccanismi di premialità per il restauro del paesaggio da parte di privati ,associazioni,cittadini e di messa in sicurezza del territorio per i problemi di carettere idrogeologico
    9) Incrementare le aree vincolate con norme snelle e non penalizzanti quale volano di sviluppo e attrattore di investimenti
    10) Favorire la zonizzazione di aree a forte vocazione artigianale locale specie di qualità e di filiera.
    Inoltre l’associazione vuole sottolineare con note particolari i seguenti interventi a suo avviso a forte criticità

    NOTE PARTICOLARI

    PREMESSA

    I notevoli valori naturalistico-ambientali, nonché storico-architettonici della Costiera Amalfitana sono indubbi e riconosciuti a livello internazionale. Tale interesse, tra l’altro, è attestato fin dagli anni ’50 dagli appositi DD.MM. emessi dal Ministero della Pubblica Istruzione (legge 1497/39) e dal riconoscimento avuto nel 1998 dall’UNESCO quale Patrimonio dell’umanità.
    La tutela di detti valori è, conseguentemente, un dovere che le Amministrazioni Pubbliche a riguardo preposte hanno verso la collettività.
    La salvaguardia paesistico-ambientale della Costiera non può prescindere dalla conservazione delle componenti principali del suo territorio rappresentate, ad esempio, dalle singole quanto eterogenee morfologie; dalla varia e rigogliosa copertura vegetazionale; dai pendii, prevalentemente rocciosi, che degradano ripidi verso il mare determinando un susseguirsi di anfratti e cale; dalle emergenze storiche, archeologiche e architettoniche; dal patrimonio edilizio armoniosamente inserito, per nuclei accentrati o sparsi, nel contesto ambientale. Vanno protette la vedute di insieme come gli scorci godibili di particolare bellezza.
    Nel corso degli ultimi decenni la Costiera è stata notevolmente aggredita da interventi edificatori, dei quali quelli di maggiore e negativo impatto sono rappresentati dai manufatti fatiscenti quanto indecorosi collocati a ridosso del mare (spesso in aree demoriali), dai grossi contenitori posizionati anche vicino alle coste, da opere infrastrutturali fuori scala ed inconciliabili con l’andamento naturale del terreno e da opere edilizie completamente avulse dalle tipologie peculiari dei luoghi.
    Il forte abusivismo e la fragilità morfologica del territorio, sempre più messa alla prova da interventi invasivi, stanno piegando la Costiera e creando, a volte, situazioni irreversibili.
    A ciò si aggiunge che da alcuni anni si prospetta con insistenza sempre più forte l’intenzione di realizzare di nuove opere portuali ed infrastrutturali (strade, gallerie, viadotti, bretelle, parcheggi, ecc.). TALI INTERVENTI VENGONO RIPROPOSTI NELL’ ATTUALE PRELIMINARE DEL REDIGENDO PUC

    Il PUT (par. 3.2.5. e par. 3.3.1. della Relazione, parte V, Assetto del sistema delle comunicazioni, pag. 192 e seguenti) definisce gli indirizzi relativi alla nautica da diporto:
    1. si esclude l’incremento del diporto nautico come obbiettivo dello sviluppo turistico della penisola; esso infatti, basato principalmente sulle strutture ricettive a rotazione d’uso, quali alberghi, agriturismi e B&B, questi fortemente incentivati dalla Regione Campania, non ne trarrebbe alcuno giovamento.
    2. si pone il problema della sostenibilità ambientale in relazione alla alterazione del regime delle correnti marine causato dalle opere marittime, alterazioni le cui conseguenza sono clamorosamente visibili per gli interventi già realizzati nel tempo;
    3. si sottolinea il danno ecologico derivante dall’inquinamento marino dovuto alla nautica esteso a tutta la costa;
    4. si indica come prioritario il recupero di tutte le zone idonee alla balneazione in un’area dove queste sono limitate e si considera non ammissibile la perdita di tali zone conseguente alla realizzazione di impianti portuali, perdita rilevante sia sul piano sociale che economico;
    5. si prevede la forte incentivazione del trasporto pubblico e collettivo in ogni forma.
    “Pertanto, ogni ipotesi di espansione della nautica individuale da diporto risulta del tutto non condivisibile, e altrettanto è da respingere, conseguentemente, ogni proposta di incremento delle infrastrutture portuali per tale tipo di traffico marittimo(che, fra l’altro, comportano costi assai alti a carico della collettività)”
    In conseguenza di questi indirizzi si prevede per il porto di Amalfi il potenziamento e l’ attrezzatura dello stesso esclusivamente per il trasporto pubblico, quindi con opere rigorosamente commisurate alla necessità di attracco dei servizi regolari di linea.

    Si riportano e si ripropongono di seguito le Osservazioni formulate a suo tempo dalla nostra Associazione in merito ai progetti di riqualificazione in project financing oggi rinominati come progetti ed interventi cardine e parte integrante del redigendo PUC

    PROGETTO ED INTERVENTO CARDINE N°3 (EX PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL WATERFRONT E DEL PORTO TURISTICO DI AMALFI)

    Il progetto preliminare di “riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi” (Project Financing art. 37 bis e seguenti Legge 109/94 e s.m.i), per la cui valutazione è stata avviata la procedura della Conferenza dei Servizi, prevede, principalmente, la realizzazione delle seguenti opere:
    – il prolungamento del molo foraneo di sopraflutto attualmente di circa 260 m. e con altezza massima di 6 m. s.l.m. (quasi interamente banchinato ed adibito a parcheggio) di 153 m (perciò di circa il 65% in più) e banchinato per il 59% circa della lunghezza del nuovo tratto ed con altezza di coronamento variabile ma, comunque, rilevante(da 4,50 a 3,50 m. s.l.m);
    – l’estensione e l’allargamento del molo di sottoflutto esterno esistente collocato in prosecuzione con il percorso di accesso alla piazza antistante il Duomo (lungo circa 90 m)allungandolo di 75 m (circa l’83%in più) e aumentando sia la quota di coronamento (la quale raggiungerebbe anche i 3,5 m s.l.m. sia la larghezza (portandola sino a 25 m). Su detto prolungamento è inserita l’elisuperficie;
    – l’aumento della consistenza plano – altimetrica del molo di sottoflutto interno, ora banchinato, che dovrebbe separare la darsena turistica da quella commerciale;
    – la realizzazione di 390 posti barca (di cui 337 destinati allo stazionamento, 38 al transito e 15 a pescherecci) perciò non molto diversa dalla recettività attuale così come evidenziato nella stessa Relazione illustrativa allegata al Progetto Preliminare;
    – la revisione e l’incremento dei servizi essenziali non solo di carattere infrastrutturale (quali, ad esempio,gli impianti idrico fognari, di antincendio, di rifornimento carburante, elettrico come anche di illuminazione, di guardinia, di raccolta dei rifiuti solidi e di radio – assistenza nonché rete telefonica, ADSL, TV (con antenna centralizzata sia terrestre, che satellitare), ma anche una stazione di bunkeraggio, un pronto soccorso, una postazione per la protezione civile, una elisuperficie per turismo ed ulteriori parcheggi;
    – la risistemazione della passeggiata a mare (lungomare dei Cavalieri) rivedendone la pavimentazione, la larghezza dei marciapiedi, gli elementi di arredo e l’assetto nella parte terminale di raccordo tra la stessa strada, il molo di sopraflutto ed il piazzale dei Protontini;
    – la rimozione dei tre manufatti e degli spazi accessori pertinenziali esistenti (adibiti prevalentemente ad esercizi commerciali ed in particolare alla ristorazione) in totale di circa 110 m. di fronte costruito prospiciente lo specchio d’acqua;
    – l’edificazione di cinque nuovi edifici (dei quali tre ubicati nel tratto centrale del bacino portuale e sul lungomare dei Cavalieri e due collocati in prossimità della darsena di servizio) complessivamente di 5900 mq di superficie, di 12665 mc (oltre l’85% rispetto all’attuale) di volume e di circa 282 m. di lunghezza del costruito nel fronte rivolto verso il mare. Eterogenea è la destinazione dei suddetti fabbricati: nello specifico a ristorazione il primo, ad attività polifunzionali(centro benessere, attività commerciali, stabilimento balneare ed alcuni spazi di servizio per il porto)il secondo, a ristorante e club house (dotato di piscina e terrazzo/solarium antistante)il terzo, ad attività di assistenza grandi yacht il quarto (ubicato all’attacco del molo di sottoflutto interno), ad attività commerciali e servizi connessi all’attività portuale il quinto che è collocato lungo il muro di contenimento (lato mare) del piazzale Gioia che prospetta verso la darsena commerciale;
    – la sistemazione delle aree adibite al rimessaggio imbarcazioni per una superficie complessiva di 1200 mq. prospettante sul piazzale dei Protontini e l’esecuzione di interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sulle piccole volumetrie precarie esistenti;
    – la riorganizzazione del parcheggio inserito sulla banchina esterna del molo foraneo di sopraflutto che dovrebbe raggiungere 160 posti auto (circa il 10% in più rispetto ai posti attuali);
    – l’inserimento di una gru per l’alaggio ed il varo posizionata lungo la banchina del distributore carburanti oltre allo scalo di alaggio già presente;
    – installazione di pontili galleggianti secondo uno schema “ad albero” cioè una “spina centrale” e tre bracci trasversali pressoché simmetrici.

    Con la soluzione progettuale in questione il porto di Amalfi racchiuderebbe nel complesso uno specchio d’acqua di 80612 mq di superficie, conterebbe due darsene (una da diporto e l’altra commerciale) lascerebbe una larghezza dell’imboccatura portuale di soli 80m. (oltre 1/3 in meno dello stato attuale) e favorirebbe nettamente i posti barca destinati allo stanziamento (circa l’86% del totale) rispetto a quelli previsti sia per il transito, che per i pescherecci.
    Da quanto sopra esposto si evince che questo progetto (il cui costo totale previsto ammonta a circa 21.000.000 euro) mira alla trasformazione radicale del carattere e dell’uso del porto stesso (mirato a favorire la de – stagionalizzazione dell’offerta di posti barca, l’armeggio stanziale delle imbarcazioni e l’ottimizzazione dell’utilizzo della darsena turistica) attraverso l’ampliamento smisurato della consistenza delle attuali opere portuali e la realizzazione di un’area turistico / commerciale con nuovi volumi edilizi di rilevanti dimensioni. Dette previsioni progettuali non sono conformi, oltre al vigente PUT così come già evidenziato, neppure al Piano Regolatore Generale di Amalfi adottato in base a quanto evidenziato nello “Studio di inquadramento territoriale e ambientale” allegato al medesimo progetto. L’ intervento proposto risulta inconciliabile con le esigenze di tutela dei valori storico-architettonici e paesistico-ambientali del luogo di valore indubbio, quanto incalcolabile. Infatti, l’esecuzione del suddetto progetto:
    – incrementerebbe notevolmente il costruito sia nello specchio d’acqua, che nel fronte mare dell’abitato;
    – sovrapporrebbe, soprattutto nelle vedute dalla costa, la nuova edificazione alle cortine edilizie (anche antiche) ora presenti interrompendo, al contempo, la continuità visiva anche il rapporto diretto tra il centro abitato ed il mare. Amalfi non ha proprio bisogno di un “waterfront” che costituisca una sorta di “basamento” della città dal mare;
    – inserirebbe volumi e manufatti invasivi e dissonanti con il relativo contesto ambientale prevaricando i caratteri peculiari del luogo;
    – introdurrebbe funzioni e soluzioni architettoniche avulse da quelle proprie e caratteristiche del sito tanto che risulterebbe impossibile una sobria integrazione delle stesse con la realtà esistente (territoriale ed edilizia) circostante;
    – limiterebbe e comprometterebbe irreparabilmente le vedute da e/o del nucleo centrale di Amalfi e di alcuni suoi percorsi principali;
    – danneggerebbe definitivamente le vedute di insieme del luogo da molteplici punti di vista;
    – inciderebbe negativamente sulla vivibilità e sulle condizioni economiche come pure occupazionali del luogo.
    In un posto come Amalfi, il cui valore culturale e paesaggistico è riconosciuto in tutto il mondo, si ritengono adatti e conciliabili con l’area portuale i seguenti interventi:
    a) il miglioramento della funzionalità e la messa in sicurezza del porto anche attraverso una riconfigurazione dei moli (in particolare di quello di sopraflutto) senza incremento delle parti emergenti fuori acqua. Eventuali ulteriori interventi di difesa possono essere effettuati, previo studio meteomarino, esclusivamente con scogliere soffolte;
    b) la rimozione delle costruzioni di elementi accessori presenti tra il lungomare dei Cavalieri ed il bacino portuale nonché dei manufatti precari ed abusivi collocati nel piazzale dei Protontini;
    c) la creazione di nuovi volumi edilizi, ad un unico livello e con caratteristiche formali conciliabili con il relativo contesto ambientale, solo a monte del lungomare dei Cavalieri e/o nel Piazzale dei Protontini (ove eventualmente trasferire anche le strutture commerciali e/o i manufatti esistenti da rimuovere qualora se ne comprovi la liceità);
    d) la riqualificazione e l’ampliamento dei servizi essenziali utilizzando al meglio la conformazione plano – altimetrica e la consistenza dei moli e delle banchine. La stessa collocazione dell’elisuperficie può essere recuperata in altro sito dell’area portuale;
    e) un uso del porto meno stanziale (tenuto conto anche della realizzazione del vicino porto di Maiori) ed invece maggiormente di transito nonché più connesso sia al ricovero dei pescherecci, che alla fruizione pubblica: esclusivamente per essa possono essere infatti previsti interventi di potenziamento con opere rigorosamente commisurate alla necessità di attracco dei servizi regolari di linea;
    f) soluzioni che ricreino il rapporto immediato tra l’abitato e il mare.

    PROGETTO ED INTERVENTO CARDINE N°1 (EX STUDIO DI FATTIBILITA’ “PER AL REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA VIABILITA’ DI PROGETTO IN ALTERNATIVA ALLA STRADA STATALE 163”)

    Oltre al suddetto Progetto preliminare di “riqualificazione del waterfront e del porto turistico di Amalfi” anche questo Studio di Fattibilità relativo, invece, alla “realizzazione di una nuova viabilità di progetto in alternativa alla strada statale 163” è da qualche tempo in discussione nelle sedi istituzionali e per la valutazione dello stesso è iniziata proprio ad Amalfi lo scorso 25 ottobre la procedura della Conferenza di Servizi.
    Tale studio prevede, principalmente, la realizzazione delle seguenti opere:
    – la realizzazione di 3 gallerie “a campana”, capaci cioè di “by-passare” i centri urbani di Amalfi, Minori, Maiori e Vettica di Praiano nei loro ambiti settentrionali. Dette gallerie hanno una notevole lunghezza: circa 3,3 Km quella di Amalfi, circa 5,6 quella di Maiori/Minori e circa 2,7 Km quella di Paiano;
    – la costruzione di viadotti a scavalco dei torrenti e degli impluvi dei valloni con soluzioni architettoniche che dovrebbero richiamare gli “edifici – ponte” cioè con prospetti chiusi e compatti. Al momento nei grafici ne sono previsti 3: nella valle di Mulini di Amalfi, a Minori ed a Maiori. Si tratta di luoghi sempre interessati dalla presenza di cartiere storiche. In realtà di viadotti ne sarebbero necessari di più tenuto conto della singolare orografia e della morfologia eterogenea della zona e, perciò, del continuo alternarsi di ripidi rilievi e di valloni scoscesi;
    – l’esecuzione di “nodi infrastrutturali di scambio tra il traffico veicolare e pedonale, parcheggi interrati multi piano, svincoli d’inversione direzione interrati, svincoli per uscita di mezzi di emergenza interrati, corridoi pedonali di collegamento tra parcheggi e capolinea di navette elettriche di connessione tra vallone e lungomare, ascensori di collegamento tra parcheggi e sentieristica preesistente” (così come indicato nello stesso SdF). Nello specifico, si prevedono i seguenti parcheggi interrati:
    – 4 ad Amalfi (dei quali 2 di 4 piani e 2 di 6 piani) per un totale di 144 posti
    autobus e 1584 posti auto;
    – 2 a Maiori ciascuno di 3 piani complessivamente per 648 posti auto;
    – 2 a Minori ciascuno di 3 piani per un totale di 648 posti auto;
    – 2 a Praiano complessivamente per 216 posti auto.

    Il progetto contenuto in questo Studio di Fattibilità propone nell’insieme modifiche notevoli al PUT. Le ipotesi avanzate dovrebbero passare per varianti ai Piani Regolatori comunali oltre che allo stesso PUT usando gli strumenti dell’Accordo di Programma della Conferenza di Servizi.
    La Costiera Amalfitana si distingue per le sue caratteristiche morfologiche, naturalistiche ed ambientali singolari di particolare bellezza, ma anche molto aspre e delicate. Tali caratteristiche impongono già esse stesse un uso del territorio limitato nelle ricettività, quanto attento e rispettoso verso le sue peculiarità. A ciò si aggiunge la pericolosità del rischio frane che è generalmente elevata o molto elevata. Bisogna accettare che il territorio della Costiera non consente una fruizione illimitata e indiscriminata.
    Si ritiene, perciò, che una risposta seria al problema “viabilità e mobilità” non possa che porre al primo posto la necessità/obiettivo di rendere il trasporto pubblico (sia via mare, che via terra) effettivamente competitivo a quello privato e che non debba prescindere da una reale conservazione delle componenti principali del suo territorio.
    Sconcerta, invece, il contenuto di questo Studio la cui realizzazione determinerebbe:
    – manomissioni irreversibili di gravità inaudita al territorio;
    – diffusi stravolgimenti all’assetto naturale, morfologico ed ambientale della zona;
    – gravissime compromissioni al paesaggio;
    – l’inserimento di soluzioni dissonanti quanto deturpanti rispetto alla tutela dei valori (naturalistici, culturali e paesaggistici), alla vocazione rurale dei luoghi ed alle esigenze di turismo ecosostenibile;
    – l’urbanizzazione dei valloni e dei rilievi interni il cui territorio è stato per ampie aree dichiarato “Sito di Interesse Comunitario” (SIC) che conserva tuttora i caratteri originali, risultando, in generale, più preservato rispetto alla costa;
    – l’insopportabile aggravio dei carichi urbanistici già ampiamente saturi.
    Pertanto, anche in questo caso si ritiene quantomai necessario impedire l’esecuzione di un simile disegno a partire dal prosieguo della definizione ulteriore della sua progettazione.

    Aprile 2016

    SI RINVIANO LE OSSERVAZIONI TRASMESSE IL GIORNO 07/04/2016 e INSPIEGABILMENTE NON RINTRACCIATE